IL MALESSERE DELLA MEDICINA GENERALE

Giuseppe Belleri
IL MALESSERE DELLA MEDICINA GENERALE
La riforma dell’assistenza primaria dopo la pandemia: ultima spiaggia o inevitabile declino?
Edizione KDP, aprile 2022, pag. 199

PRESENTAZIONE
Il volume parte dall’analisi del clima emotivo di malessere e dalla “diagnosi” della crisi che attraversa la
Medicina Generale convenzionata, accentuata dall’impatto della pandemia da Covid-19 sul territorio, per
prospettare possibili percorsi di riforma e cambiamento. La principale occasione di “rifondazione” è il PNRR che si propone di rafforzare la sanità territoriale dopo un decennio di disinteresse pubblico, grazie agli investimenti strutturali della Missione 6 per la diffusione dalle Case e degli Ospedali di Comunità, che
dovrebbero favorire una maggiore integrazione tra professionisti sanitari del territorio e dell’ospedale,
risollevando le sorti dell’assistenza primaria.
Il primo capitolo espone una sintesi delle procedure relative alle decisioni di policy e dei problemi di
implementazione delle riforme pubbliche nel contesto sociosanitario. La prima parte propone un profilo
storico e socioculturale del disagio vissuto dai MMG, descrive le caratteristiche organizzative e giuridiche
della Medicina convenzionata e analizza l’evoluzione della categoria con la chiave di lettura della sociologia delle professioni, con particolare riferimento al concetto di professionalismo: si propone l’ipotesi che il malessere della MG segni l’ultima tappa del declino della dominanza professionale.
La seconda parte descrive a grandi linee le specificità organizzative e delle pratiche dell’assistenza primaria e, di seguito, le criticità imputate al MMG che dovrebbero essere superate con il passaggio dalla convenzione al rapporto di subordinazione e con l’introduzione della Specializzazione universitaria. Nel testo vengono discussi i diversi aspetti della proposta di dipendenza come soluzione della crisi, che vede la categoria divisa tra favorevoli e chi invece vorrebbe mantenere l’attuale regime convenzionale, pur accettando una sua evoluzione, come proposto dalla parte pubblica.
Nella terza parte vengono esposti e commentati i contenuti del PNRR, del Decreto Ministeriale sugli
standard delle strutture territoriali e degli Accordi Collettivi Nazionali, propedeutici alla realizzazione della
Misura6 del PNRR. L’ultimo capitolo propone un’analisi della MG secondo i principi delle Comunità di
Pratica come proposta strategica per il superamento del malessere della categoria, in una prospettiva di
promozione del professionalismo organizzativo e comunitario.

INDICE
1. Introduzione pag. 4
2. La riforma e il ciclo di policy: definizione del problema teorie causali e valutazione d’impatto pag.7
PRIMA PARTE
3. Il disagio del MMG: la dimensione socioculturale pag. 20
4. Il profilo giuridico, economico e sociologico ed evoluzione storica del medico convenzionato pag.43
5. Organizzazione e specificità del lavoro in MG pag.55
6. La risposta organizzativa al Covid-19. pag.58
SECONDA PARTE
7. Le criticità e la definizione del problema. pag.75
8. Organizzative e modelli gestionali in MG. pag. 79
9. Convenzione o dipendenza: pro e contro. pag.85
10. Modelli organizzativi e servizi sociosanitari territoriali pag.99
TERZA PARTE
11. Standard del DM71 pag. 105
12. Criticità del DM71 e ACN 2016-2018 pag. 126
13. Medicina del territorio e comunità di pratica pag.138
14. Conclusioni (provvisorie) pag.149
15. Bibliografia pag.154
16. Appendici pag.158

Introduzione

L’epidemia di Coronavirus ha avuto il suo epicentro nazionale in Lombardia e verrà ricordata nei prossimi
decenni per il suo carattere improvviso e travolgente, che ha evocato una varietà di descrizioni metaforiche: battaglia campale, tsunami, tempesta perfetta, cigno nero, terremoto sanitario, bomba atomica etc. Passata la fase emergenziale è possibile avviare una riflessione critica sugli eventi e sugli effetti della pandemia, così rilevanti tanto da mettere a dura prova la tenuta di tutto il sistema per un picco di domanda e un deficit di offerta difficile da fronteggiare ad ogni latitudine. Il Covid-19 ha avuto un particolare impatto sulla medicina del territorio per le sue specifiche caratteristiche strutturali e funzionali, in particolare nelle zone a più alta incidenza della Lombardia, facendo emergere una condizione di disagio e di crisi professionale che ha radici profonde e lontane. Alla MG sono state imputate carenze e deficit nella gestione del Covid-19 fino quasi a farne il responsabile per eccellenza di una situazione complessa, mentre per altri le cause del problema risiedono in quel “territorio abbandonato” descritto per la prima volta dai colleghi di Codogno, rimasti soli nel pieno della tempesta in quel fatidico marzo 2020.

A partire dalla seconda ondata e fino all’esaurimento della quarta ondata nel marzo 2022 la MG si è così
trovata sul banco degli imputati per le proprie presunte colpe nella gestione della pandemia. Tale
imputazione si è tradotta in ripetute accuse di latitanza, scarsa professionalità, produttività oraria,
disponibilità telefonica fino ad espressioni ingiuriose verso i “fannulloni” del territorio. Così per correggere questo stato di cose è stata invocata una profonda riforma della medicina territoriale che si intreccia con i cambiamenti indotti dal PNRR che si dovrebbe concretizzare nelle strutture territoriali previste dalla Missione 6 (Case ed Ospedali di Comunità, Centri Operativi Territoriali, Distretti e potenziamento dell’assistenza domiciliare).

A queste iniziative si dovrebbe affiancare in parallelo una riforma complessiva dell’organizzazione e delle
normative che regolano i rapporti tra medici del territorio e SSN, attualmente in forma di una Convenzione tra lo stato e gli esercenti professionali con uno status giuridico di parasubordinazione, che per alcuni dovrebbe essere trasformato in rapporto di subordinazione. Anche la formazione dei MMG è sotto accusa e in parallelo al passaggio alla dipendenza dovrebbe essere superato il l’attuale Corso di Formazione Specifica su base regionale per evolvere verso una vera ed autorevole specializzazione universitaria. Il combinato disposto tra il rapporto di subordinazione e il superiore status specialistico dovrebbero risollevare sia l’immagine pubblica sia il “morale” della categoria, fiaccato da tensioni crescenti con assistiti esigenti, per le interferenze della burocratizzazione manageriale e per un deficit di tutele lavorative e previdenziali mal sopportate dalle nuove generazioni di MG.

Attorno a questo programma si è coalizzato un composito fronte riformatore che, sulla spinta della crisi
pandemia e di una campagna mediatica a tratti delegittimante, ha imposto all’agenda pubblica l’esigenza di un cambiamento tanto radicale quanto carico di incertezza e a rischio di sostenibilità, da quella finanziaria a quella logistica, dalla quella previdenziale a quella normativa. Se sulla revisione della formazione dei futuri MMG vi è un’ampia convergenza, pur con alcune riserve, non è così per il passaggio dal regime convenzionale alla dipendenza, ipotesi che ha spaccato la categoria in due fronti contrapposti.
Il volumetto si propone, con la formula estemporanea dell’instant book, di fare il punto del processo di
riforma della medicina del territorio alla vigilia dell’avvio del PNRR in continuità con il precedente volume
che tracciava il percorso “verso la riforma della medicina del territorio” a fine 2021.

Nell’arco di un trimestre, dopo un lungo dibattito pubblico e all’interno delle istituzioni, si è arrivati a stabilire tre punti fermi della cornice normativa per la ristrutturazione della medicina territoriale:
• lo schema per il rinnovo degli ACN, funzionali alla messa in atto del PNRR (appendice B)
• il rinnovo dell’ACN 2016-2018, propedeutico al successivo, che recepisce le forme organizzative della
riforma Balduzzi del 2012 (capitolo 11 e appendice C)
• il DM71 che detta gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale e delle strutture finanziate dal
PNRR (capitolo 11 e appendice A)
Tuttavia restano ancora diverse aree di incertezza: rimane indefinita l’ipotesi del passaggio al rapporto di
dipendenza dei medici convenzionati che dovrebbe garantire secondo alcuni la soluzione definitiva dei
problemi della sanità territoriale e il rilancio della MG. Anche l’iter della riforma del Corso di Formazione
Specifica in MG, nonostante unanimi consensi, resta solo a livello di dichiarazioni politiche di intenti
programmatici. Per di più sul finire della quarta ondata di una lunga guerra contro il virus, dagli esiti
vittoriosi grazia alle armi vaccinali. ecco che improvvisamente divampa di nuovo in Europa uno storico e
virulento flagello, che a metà del novecento aveva già seminato morte, traumi, distruzione, sofferenze
psicologiche e sociali: il virus nazionalista che ora rischia di pregiudicare il difficile ritorno alla normalità,
dopo aver contenuto l’avanzata di SARS-COV2, per le sue molteplici conseguenze anche sanitarie. Ora a
bocce (quasi) ferme è comunque possibile intravvedere il percorso di sviluppo del cambiamento innescato dal PNRR, a diversi livelli ed equilibri sistemici, ed il suo potenziale impatto sul lungo periodo.

CESSAZIONE DELL’ATTIVITA’ DI MEDICO CONVENZIONATO

Con il mese di marzo 2022 è termina la mia attività professionale di medico di medicina generale convenzionata con l’ATS di Brescia.

Ecco alcune informazioni pratiche sulla fase di transizione:

1-da lunedì 4 sono sostituito temporaneamente il dott. Saradih (tel. 3302400020) senza la necessità della scelta, in attesa dell’arrivo di un titolare;

2-chi invece decide di essere assistito da un altro medico della zona o fuori distretto deve effettuare la scelta in ATS;

3-sempre da lunedì non sarà più attivo il cellulare 3703332535, quello della segretaria il mattino e la casella di posta elettronica del CRS; sarò comunque disponibile per consulenze, informazioni, valutazione di esami etc.

-all’indirizzo mail: giusbel@teletu.it

-al numero: 3406180514, nelle ore pomeridiane o per SMS

4-è possibile avere la propria cartella informatica via mail o in versione a stampa per il passaggio delle informazioni ai colleghi che mi sostituiranno; inviare la richiesta a giusbel@teletu.it

Grazie a tutti, cordiali saluti e buona continuazione!

PICCOLO PRONTUARIO PER LA GESTIONE DEI CONTATTI O DEI CASI DI COVID-19

Nell’ultima settimana a causa alla diffusione della variante omicron e della sua estrema contagiosità si sono moltiplicati i contatti con persone malate e i nuovi casi di Covid-19.

Ecco uno schematico prontuario sulle cose da fare e non fare.

CONTATTO CON UN PORTATORE DEL VIRUS (i soggetti asintomatici sono contagiosi già 1-2 giorni prima della comparsa di eventuali sintomi)

  • Il test rapido (o antigenico) della farmacia o quello fai da te non è attendibile prima di tre giorni dal contatto
  • Il testo molecolare è affidabile dopo 48 ore dal contagio.

Quindi è inutile eseguire un test rapido subito dopo un contatto con un positivo perché sarà probabilmente un FALSO negativo. Il soggetto che ha avuto un contatto deve essere segnalato dal medico che ha posto la diagnosi per l’eventuale quarantena. Per i contatti vaccinati, con seconda o terza dose da meno di 120 giorni, la quarantena è stata abolita e dopo 5 giorni deve essere eseguito un tampone (per i dettagli consultare il link: http://curprim.blogspot.com/2021/12/nuove-regole-per-la-quarantena-dei.html )

SOGGETTI SINTOMATICI (febbre, tosse, raffreddore, affanno, debolezza e dolori muscolari, nausea e a volte diarrea, assenza di odori e sapori, cefalea e spossatezza etc..)

  • In caso di sintomi sono attendibili entrambi i tamponi ma in misura maggiore quello molecolare.
  • Il tampone diagnostico deve essere eseguito al più presto per attivare l’inizio della quarantena da parte dell’ATS
  • La fine della quarantena viene disposta sempre dall’ATS alla negatività del tampone, dopo 7 giorni per i vaccinati e dopo 10 nei non vaccinati.

GESTIONE DELLA MALATTIA COVID-19

Le cose da fare in caso di contagio sintomatico sono:

  1. Avvisare il proprio medico per la segnalazione della malattia e per i primi provvedimenti terapeutici o amministrativi
  2. Durante la malattia controllare 2-3 volte al giorno la saturazione dell’ossigeno con il saturimetro (valori normali >95%), la temperatura corporea, la frequenza cardiaca, la Pressione Arteriosa e/o la glicemia in caso di ipertensione arteriosa e/o diabete
  3. Assumere farmaci antinfiammatori, come Aspirina, Brufen o Aulin, 2-3 volate al di a stomaco pieno + una Tachpirina tra le somministrazioni in caso di febbre molto elevata
  4. In casi particolari si prescrivono altri farmaci come antibiotici, cortisone, eparine, ossigeno, areosol etc..
  5. Restare isolati in una stanza evitando i contatti con altre persone e non usare i servizi igienici in comune con altri (per altri consigli consultare il link: https://dottorbelleri.wordpress.com/2020/11/28/raccomandazioni-in-caso-di-isolamento-domiciliare-per-covid-19/
  6. effettuare il tampone di controllo in assenza di sintomi, dopo 7 giorni nei vaccinati e dopo 10 nei non vaccinati per la fine della quarantena disposta da ATS
  7. se il tampone risulta positivo deve essere ripetuto dopo 7 giorni

Per quanto riguarda il decorso la malattia, per effetto delle vaccinazioni e della variante Omicron, ha un diverso andamento rispetto alle precedenti ondate:

  • nei vaccinati da meno di 4 mesi o dopo terza dose i sintomi sono abitualmente lievi, spesso come un normale raffreddore
  • nei vaccinati da più di 4 mesi ai sintomi da raffreddore si aggiunge la febbre, con stanchezza, dolori muscolari e mal di gola/tosse per alcuni giorni
  • nei non vaccinati i sintomi sono più impegnativi, di maggiore durata fino alla polmonite interstiziale bilaterale che richiede ospedalizzazione, ossigeno etc..
  • infine se la saturazione scende sotto il 92% ed è accompagnata da affanno o aumento della frequenza del respiro, tosse insistente, spossatezza e persistenza o ripresa della febbre occorre contattare il medico curante o recarsi in PS per il sospetto di polmonite.

Riforma della legge 23 in Lombardia e PNRR: opportunità e rischi per l’assistenza primaria

GUIDA ALLA RIFORMA DEL SERVIZIO SANITARIO IN LOMBARDIA E AL PNRR  –  Opportunità e rischi per il futuro dell’assistenza primaria.

Pagine 208, Link: versione cartacea su Amazon € 9,59 , versione ebook  sugli altri store € 4,99

Il libro offre una panoramica sulle opportunità offerte dalla revisione della Legge Regionale N.23/2015 della Lombardia in relazione alle innovazioni previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza o PNRR per il rilancio della medicina del territorio. Il testo parte dall’analisi degli esiti della riforma lombarda del 2015, con particolare riferimento alla Presa in Carico della fragilità e cronicità e alla gestione della pandemia da Covid-19, per prospettare i possibili sviluppi a livello di assistenza primaria. Entro la fine del 2021 infatti dovrà terminare l’iter legislativo e regolamentare dei due provvedimenti destinati a segnare una cesura a livello nazionale con ricadute a livello regionale: da un lato la messa in opera del PNRR e, dall’altro, la revisione della legge 23 del 2015 arrivata al termine del periodo di sperimentazione a fine 2020.

Le due iniziative vanno nella stessa direzione e possono inaugurare un ciclo virtuoso per la sinergia tra interventi istituzionali centrali e concrete realizzazioni periferiche, nel segno del rafforzamento del network di strutture sanitarie territoriali in alcune regioni o per colmare un deficit organizzativo e di governance come in Lombardia. La misura 6 del PNRR prevede interventi per lo sviluppo delle reti di assistenza domiciliare, della telemedicina e di strutture come gli Ospedali e le case della comunità dell’assistenza primaria. Dopo anni di politiche che hanno privilegiato le cure ospedaliere il PNRR promette di invertire tale tendenza a livello regionale, anche per compensare le carenze emerse nella gestione della pandemia da Covid-19 e della presa in carico della cronicità e fragilità.

Il testo si compone di dieci capitoli, suddivisi in due parti, e un’appendice; nella prima parte si analizza la situazione attuale dell’assistenza primaria in Lombardia, mentre nella seconda si tratteggiano i possibili sviluppi alla luce delle novità previste nel PNRR.  Il primo capitolo espone alcune coordinate teorico-pratiche delle politiche pubbliche e alla loro valutazione secondo la teoria del cambiamento e l’analisi theory-oriented. Il secondo capitolo è dedicato alla riforma Maroni e all’impatto del quasi mercato a livello di cure primarie; i successivi sono dedicati alla riforma della cronicità e sulla gestione dell’emergenza Covid-19, con il confronto tra risposta organizzativa ospedaliera e territoriale. La prima parte termine con il capitolo sul bilancio e sulle prospettive della legge 23, alla luce delle DGR che delineano la sua evoluzione normativa nei prossimi mesi. Nella seconda parte viene proposta una panoramica dell’organizzazione territoriale dell’assistenza primaria in Italia; gli ultimi due capitoli espongono le novità introdotte dal PNRR, per quanto riguarda l’assistenza territoriale, con un commento e una lettura critica finale. 

INDICE 

1.   Introduzione

2.     Ciclo delle politiche pubbliche, teoria del cambiamento e valutazione

PRIMA PARTE: Legge regionale 23, gestione della cronicità e della pandemia

3.     La Legge 23 e l’assistenza primaria 

4.     L’evoluzione delle policy per la cronicità 

5.     Valutazione controfattuale e benchmarking

6.     La risposta organizzativa al Covi-19 

7.     Prospettive di cambiamento 

PARTE SECONDA: Piano nazionale di ripresa e resilienza

8.     La situazione attuale dell’assistenza primaria 

9.     Le proposte del PNRR per la medicina territoriale 

10.  Discussione e commento

11.  Bibliografia

APPENDICI

·         PDL di riforma della LR 23/2015: DGR 5068 del 22/7/2021

Quali cambiamenti per l’assistenza primaria? Piccola guida al PNRR

 PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA

UN’OCCASIONE PER IL RILANCIO DELLA MEDICINA TERRITORIALE

Edizioni Il mio libro, giugno 2021

Versione cartacea o ebook al sito:  https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/medicina-e-salute/596541/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/

Il libro offre una panoramica sulle opportunità di cambiamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il rilancio della medicina del territorio, a partire dall’analisi della situazione attuale e dei suoi possibili sviluppi. La misura 6 del PNRR è volta al rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale con interventi per favorire lo sviluppo delle reti di prossimità e della telemedicina, degli ospedali e delle case della comunità dell’assistenza primaria. Dopo anni di politiche che hanno privilegiato le cure ospedaliere il PNRR promette di invertire tale tendenza a livello regionale a seguito delle carenze emerse con la pandemia da Covid-19, specie nel contesto lombardo, sia per la gestione emergenziale sia per la presa in carico della cronicità e fragilità.

Primo bilancio della presa in carico della cronicità e fragilità in Lombardia

GENESI, EVOLUZIONE ED ESITI DELLA PRESA IN CARICO DELLA CRONICITA’ IN LOMBARDIA

In Lombardia alla fine del 2020 è scaduta la riforma Maroni del 2015, la legge regionale “madre” della Presa in Carico (PiC) della Cronicità e fragilità approvata nel 2017. Che fine ha fatto questa riforma che con il quasi mercato prometteva di “rivoluzionale” la gestione della cronicità?

Il libro analizza i presupposti normativi, gestionali e i risultati pratici della PiC, ripercorrendo le tappe della sua applicazione fino all’inizio del 2020. Prefazione di Antonio Bonaldi, past president di Slow Medicine.

Al link l’introduzione e l’indice http://curprim.blogspot.com/2021/03/la-presa-in-carico-della-cronicita-e.html

Giuseppe BelleriLa presa in carico della cronicità e fragilità in Lombardia: nascita, evoluzione ed esiti di una riforma, FRG editore, Roma, 2021

https://www.frgeditore.it/la-presa-in-carico-della-cronicita-e-fragilita-in-lombardia

RACCOMANDAZIONI IN CASO DI ISOLAMENTO DOMICILIARE PER COVID-19

Misure di prevenzione da adottare in isolamento domiciliare (Estratto da art.3 DPCM 01/03/2020)

  • La persona sottoposta ad isolamento domiciliare  deve rimanere  in una stanza dedicata e dotata di buona ventilazione possibilmente servita da bagno dedicato, dormire da solo/a, e limitare al massimo i movimenti in altri spazi della casa dove vi siano altre persone.
  • Se disponibile un solo bagno, dopo l ‘uso pulire con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5 % di cloro attivo 1 oppure con alcol 70%.
  • È opportuno che il/i locali che ospitano il soggetto in isolamento domiciliare siano regolarmente arieggiati per garantire  un adeguato  ricambio  d’aria.
  • In presenza di  altre  persone, deve  essere  mantenuta una  distanza  di  almeno un metro e deve essere assolutamente evitato ogni contatto diretto (compresi  strette  di  mano, baci e abbracci).
  • Deve essere evitato il contatto diretto anche con altre persone sottoposte ad isolamento domiciliare.
  • Un’eccezione può essere fatta per una madre che allatta. La madre dovrebbe indossare una mascherina chirurgica ed  eseguire  un’igiene  accurata  delle  mani  prima  di  entrare in stretto contatto con il bambino.
  • Evitare ogni possibile via di esposizione attraverso oggetti condivisi inclusi asciugamani, salviette o lenzuola, piatti, bicchieri, posate, etc). Gli oggetti da cucina andranno lavati con attenzione con normale sapone.
  • Vi è il divieto di spostamenti o viaggio.
  • Obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.
  • Se il soggetto in isolamento easintomatico, non può ricevere visite fino  ad  esaurimento dei 14 giorni di isolamento.
  • Se il soggetto in isolamento ha sintomi di infezione  delle  vie  respiratorie  quando  si sposta dalla sua camera deve usare la mascherina  chirurgica,  e  praticare  misure  di  igiene respiratoria: – coprire naso e bocca usando fazzoletti quando starnutisce o tossisce
  • i fazzoletti dovrebbero essere preferenzialmente di carta e dovrebbero essere eliminati in un doppio sacco impermeabile posto in una pattumiera chiusa che non preveda contatto con le mani per la sua apertura (es. apertura a pedale).
  • Se i fazzoletti sono di stoffa, devono essere maneggiati con guanti e lavati in lavatrice a 60-90°  usando   comune   detersivo.   Dopo   l’uso  del  fazzoletto   le  mani  devono   essere immediatamente lavate con acqua e sapone accuratamente per 40 secondi  o frizionate con prodotto idro-alcolico.
  • Tossire nel gomito.
  • Le persone che assistono il soggetto, devono indossare mascherina chirurgica (quest’ultima non dovrebbe essere toccata durante l’utilizzo e dovrebbe essere cambiata se umida o danneggiata). Le mascherine non possono essere riutilizzate ma debbono essere eliminate in un doppio sacco impermeabile posto in pattumiera  chiusa  con apertura a pedale.
  • I conviventi e le persone che forniscono assistenza devono evitare ii contatto diretto con  il  soggetto  in  i solamento  il   più   possibile.  Se  l’assistenza  prevede  contatto  con secrezioni respiratorie, feci o urine è necessario l ‘utilizzo dei  guanti  che  devono essere poi eliminati con cura in un doppio sacco impermeabile in  pattumiera  chiusa  con apertura a pedale, seguito dal lavaggio delle mani. I  guanti  non  possono  essere riutilizzati.
  • Almeno una volta al giorno, o più, le superfici dei locali utilizzati dal soggetto in isolamento devono essere polite con prodotti detergenti e successivamente disinfettate con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5 % di cloro attivo oppure con alcol 70%) con particolare attenzione a tutte le superfici toccate di frequente.
  • Chi effettua la pulizia deve indossare un camice monouso (o un grembiule dedicato) e guanti monouso; se vengono usati guanti domestici in gomma spessa riutilizzabili, questi devono  essere  disinfettati  dopo  l’uso  (lavaggio  con  acqua  e   detergente  seguito  con disinfezione di tutte le parti, con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5 % di cloro attivo oppure con alcol 70%).
  • La persona che si occupa della rimozione della biancheria e degli effetti letterecci del soggetto in isolamento deve indossare la mascherina chirurgica e i guanti. La biancheria deve essere collocata in un sacco separato e gestita separatamente da quella del resto della famiglia o comunità e può essere lavata in lavatrice a 60° per almeno trenta minuti o a tempi più brevi per temperature superiori usando comune detersivo.
  • I rifiuti prodotti dal soggetto in isolamento o dall’assistenza a lui/lei  prestata devono essere smaltiti in un doppio sacchetto di plastica che verrà chiuso e  disposto  in pattumiera chiusa (raccolta INDIFFERENZIATA).
  • Sebbene al momento non esistano prove che dimostrino che animali come cani o gatti possano essere  una  fonte  di  infezione per  l’uomo,  a scopo  puramente precauzionale, si suggerisce alle persone contagiate da SARS-Co V-2 di limitare ii contatto con gli animali, analogamente a quanto si fa con le altre persone del nucleo familiare, evitando, ad esempio baci o condivisione del cibo.
  • I prodotti a base di cloro (ipoclorito di sodio) vengono venduti come candeggina (varechina) a una concentrazione variabile. Se è al 5% di contenuto di cloro, la soluzione al 0,5% corrisponde a un litro di candeggina e 9 litri di acqua. Se è al 10% corrisponde a un litro di candeggina e 20  litri di acqua.

Panedemia da Covid-19: solo visite su appuntamento!

Gentili Assistiti,

lo stato di emergenza, per la pandemia da Covid-19, è stato prorogato al 31 gennaio 2021pertanto fino a quella data è sospeso l’accesso libero allo studio, per evitare affollamenti in sala d’attesa, e sono possibili solo visite su appuntamento, tutti i giorni della settimana tranne il sabato, nei consueti orari

  • dal lunedì al venerdì il mattino, dalle 8.15 alle 10.15
  • il pomeriggio di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 16 alle 19
  • per prenotare una visita basta telefonare al N. 3406180514 dalle 8 alle 10 di tutti i giorni, tranne il sabato.

Non sempre è possibile avere in giornata un appuntamento, per cui conviene telefonare alcuni giorni prima della data desiderata.

E’ inutile venire in studio per le prescrizioni di farmaci ed accertamenti programmati perchè possono essere inviate via posta elettronica o SMS.

Infine consiglio di evitare di richiedere farmaci nella giornata di lunedì, salvo casi urgenti, per non sovraccaricare la linea ed evitare inutili attese al telefono.

Medicina Generale, www.giuseppebelleri.it

Nuovi orari da mercoledì 8 gennaio 2020

Tel abitazione 0302762039, cell.3703332535, studio 0302761962/3406180514                      mail studio: giuseppe.belleri@crs.lombardia.it

blog: http://curprim.blogspot.com

Dal 2020 lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì
Solo su appuntamento      16-19    8-10.30      16.30-19   8.10.30  16.30-19
Senza appun-tamento     8.15-10 —————-      8.15-10 —————  8.15-10
Segretaria             Tel. 3406180514

Infermiera

Tel 3406180514

8-10

 

16.30-18.30

     8-10

 

——–

      8-10

 

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     8-10

 

——–

    8-10

 

16.30-18.30

  • Per informazioni, appuntamenti e ripetizione di ricette, solo per malattie croniche (diabete, ipertensione etc.) 3406180514, dalle 8 alle 9.45 tutti giorni tranne sabato e dalle 16.30 alle 18.30 lunedì e venerdì. Evitare, senza necessità urgenti, di richiedere farmaci nei primi giorni della settimana, preferendo quelli della seconda parte.
  • Per avere la garanzia dell’appuntamento telefonare alcuni giorni prima della data desiderata. Gli orari ad accesso libero sono riservati a procedure burocratiche o consultazioni brevi (visite ed esami di controlli, prescrizioni di accertamenti programmati etc..) mentre gli appuntamenti della sera sono rivolti a lavoratori/studenti o a chi non trova posto il mattino.
  • Solo per gli assistiti affetti da patologie croniche è possibile ricevere via e-mail il promemoria dei relativi farmaci o degli accertamenti per i controlli periodici. Per richiedere le ricette via posta elettronica si prega di telefonare alla segretaria dalle 8 alle 9.45 al N. 3406180514, previa compilazione del modulo di “autorizzazione”.
  • NON si prescrivono telefonicamente esami o visite, tranne quelli programmati per il monitoraggio delle malattie croniche. In caso di farmaci o accertamenti suggeriti da specialisti, ad esempio antibiotici o radiografie, presentarsi in studio con la relativa prescrizione specialistica
  • Le visite domiciliari vanno richieste entro le ore 10 al N. 3703332535. Nella seconda parte della mattina si effettuano le visite domiciliari programmate per i pazienti non deambulanti
  • In caso di urgenza è in funzione il servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) dalle 20 alle 8 e nelle ore diurne nei giorni di sabato, prefestivi e festivi: tel 118