Dottor Giuseppe Belleri

Nuovi orari da mercoledì 8 gennaio 2020

Tel abitazione 0302762039, cell.3703332535, studio 0302761962/3406180514                      mail studio: giuseppe.belleri@crs.lombardia.it

blog: http://curprim.blogspot.com

Dal 2020 lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì
Solo su appuntamento      16-19    8-10.30      16.30-19   8.10.30  16.30-19
Senza appun-tamento     8.15-10 —————-      8.15-10 —————  8.15-10
Segretaria             Tel. 3406180514

Infermiera

Tel 3406180514

8-10

 

16.30-18.30

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16.30-18.30

  • Per informazioni, appuntamenti e ripetizione di ricette, solo per malattie croniche (diabete, ipertensione etc.) 3406180514, dalle 8 alle 9.45 tutti giorni tranne sabato e dalle 16.30 alle 18.30 lunedì e venerdì. Evitare, senza necessità urgenti, di richiedere farmaci nei primi giorni della settimana, preferendo quelli della seconda parte.
  • Per avere la garanzia dell’appuntamento telefonare alcuni giorni prima della data desiderata. Gli orari ad accesso libero sono riservati a procedure burocratiche o consultazioni brevi (visite ed esami di controlli, prescrizioni di accertamenti programmati etc..) mentre gli appuntamenti della sera sono rivolti a lavoratori/studenti o a chi non trova posto il mattino.
  • Solo per gli assistiti affetti da patologie croniche è possibile ricevere via e-mail il promemoria dei relativi farmaci o degli accertamenti per i controlli periodici. Per richiedere le ricette via posta elettronica si prega di telefonare alla segretaria dalle 8 alle 9.45 al N. 3406180514, previa compilazione del modulo di “autorizzazione”.
  • NON si prescrivono telefonicamente esami o visite, tranne quelli programmati per il monitoraggio delle malattie croniche. In caso di farmaci o accertamenti suggeriti da specialisti, ad esempio antibiotici o radiografie, presentarsi in studio con la relativa prescrizione specialistica
  • Le visite domiciliari vanno richieste entro le ore 10 al N. 3703332535. Nella seconda parte della mattina si effettuano le visite domiciliari programmate per i pazienti non deambulanti
  • In caso di urgenza è in funzione il servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) dalle 20 alle 8 e nelle ore diurne nei giorni di sabato, prefestivi e festivi: tel 118

Pubblicato il report del Governo Clinico 2017 dell’ATS di Brescia

E’ stato pubblicato dall’ATS di Brescia, in grande ritardo rispetto al passato, il report 2017 del Governo Clinico delle patologie croniche, arrivato al tredicesimo anno.

Una Presa in Carico ante litteram semplice, efficace, adatta al contesto professionale della MG, a costo e Km zero.

https://www.ats-brescia.it/media/documenti/cure%20primarie/2018/Governo%20clinico/rapportoGC2017C.pdf

Revisione della Presa in Carico della Cronicità in Lombardia

Al termine di quasi 5 mesi di trattative tra Assessorato regionale e Federazione degli Ordini dei medici della Lombardia è stato siglato un protocollo d’intesa per la revisione della Presa in Carico della Cronicità, riforma che ha preso il via nei primi mesi del 2018.
Dal 2019 tutti i MMG, anche quelli che non hanno aderito ad una Cooperativa, potranno assumere il ruolo di Clinical Manager

La presa in carico dei pazienti cronici: l’opinione di un MMG

Un contributo del dott. Giuseppe Belleri, medico di medicina generale, Flero (BS)

L’articolo propone le riflessioni di un medico di medicina generale su alcune criticità ravvisabili nel percorso di presa in carico dei pazienti cronici, attualmente in fase d’avvio in Lombardia.

 Le differenze tra malattia acuta e cronica

Prima di analizzare alcune criticità della riforma lombarda sulla Presa in Carico della Cronicità (d’ora in avanti PiC) è necessaria una premessa sulle differenze “fenomenologiche” tra malattia acuta e cronica; tale distinzione è stata delineata ormai una trentina d’anni fa dal ginevrino prof. Assal, pioniere dell’educazione terapeutica dei pazienti, segnatamente diabetici o asmatici………

http://www.lombardiasociale.it/2018/05/02/la-presa-carico-dei-pazienti-cronici-lopinione-un-mmg/

Rischio: maneggiare con cura!

Non c’e’ trasmissione televisiva che non parli di rischi per la salute, che si tratti di prescrivere farmaci, ad esempio statine per il colesterolo, o semplicemente di andare incontro ad una malattia (il rischio cardiovascolare).  La nostra è divenuta ormai da decenni la società del rischio, come ci ammoniscono i sociologi, e la medicina è probabilmente l’epicentro di questa galassia, perchè interessa in prima persona tutti. Ognuno è quotidianamente esposto ad una qualche forma di rischio, che giri in macchina per la città o assuma un farmaco c’è sempre una probabilità di incorrere in un incidente o di avere effetti avversi dalla medicina.

Peccato che nessuno dei partecipanti alle trasmissioni televisive si soffermi a definire il concetto di rischio, che viene perlopiù travisato dalla gente, ovvero inteso come qualche cosa di ineluttabile che prima o poi ci accadrà, a mo’ dello scivolone in agguato quando si cammina su un marciapiede ghiacciato. Il rischio in medicina ha semplicemente a che fare con la probabilità di ammalarsi in base a statistiche ricavate su grandi popolazioni, dopo l’osservazione prolungata e la registrazione di eventi già accaduti: ad esempio le statistiche ci dicono che un gruppo di diabetici va incontro ad un infarto con frequenza maggiore rispetto ai non diabetici, ad esempio nel 15-20% rispetto al 3-5%. Ma non è matematicamente certo che ciò accada a tutti i diabetici. Insomma il rischio non ha a che fare con il determinismo causa-effetto, che prevale ancora tra la gente per spiegare l’origine delle malattie.

La prevenzione si riferisce a questa dimensione impersonale e un po’ astratta, fatto di probabilità individuali di ammalarsi, derivate dal confronto statistico tra gruppi di portatori di un fattore di rischio rispetto a popolazioni esenti. Le interpretazione delle percentuali di rischio sono soggette a variazioni individuali legate alla cultura, alla dimestichezza con le statistiche e alla logica probabilistica; i dati sulle persone che si sono ammalate di una certa malattia (come i fumatori di tumore al polmone) non possono essere automaticamente attribuiti ad ogni fumatore, perchè esiste un salto qualitativo tra la popolazione e il singolo individuo. Proprio per questo quindi il concetto di rischio va maneggiato con cura, onde evitare effetti collaterali spiacevoli ed equivoci, specie in paese come il nostro digiuno di cultura scientifica.

Ad esempio non è infrequente osservare assistiti che si “sentono” malati per il solo fatto di essere portatori di un semplici fattore di rischio, come una glicemia elevata, un isolato aumento della pressione arteriosa, del colesterolo etc.. Conviene diffidare dell’equazione esame fuori norma=rischio=malattia (e magari farmaco!). Il rischio (ancora una volta) è di trasformare gente sana in malati immaginari (di rischio) e di contribuire ad una medicalizzazione dell’esistenza funzionale a logiche mercantili o, come si usa dire oggi, di marketing farmaceutico, che fanno leva sull’equivoco tra malattia e fattore di rischio, per “creare” e pubblicizzare nuove pseudo-malattie!

Insomma i problemi sono sfaccettati e non esistono soluzioni semplici e lineari a problemi complessi. Guai quindi ad adottare stili di pensiero e decisioni “automatiche” o che confondono il rischio (ipotetico e probabilistico) con una causa vera e propria.

 

RIFORMA LOMBARDA DELLA CRONICITA’, INFORMAZIONI ESSENZIALI

Dal 15 gennaio 2018 oltre 3 milioni di cittadini/e affetti da una o più patologie croniche (ipertensione, diabete, bronchite cronica, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, dislipidemia ecc.) riceveranno una lettera della Regione Lombardia che proporrà loro la scelta di un GESTORE DELLA PRESA IN CARICO, delegato a coordinare l’assistenza individuale.

INFORMAZIONI PER UNA DECISIONE CONSAPEVOLE

• La riforma, sperimentale per un triennio, prevede la libera scelta di un Gestore, cioè senza alcun obbligo per il paziente, come ribadisce la Delibera 7655 del 28.12.2017 (https://goo.gl/7QsDok): “rientra nella piena libertà di scelta dei pazienti sia la decisione di aderire o meno al nuovo modello, sia la scelta del gestore tra Medici aderenti e altri soggetti qualificati gestori idonei dalle competenti ATS”.

• Il Gestore della Presa in Carico può essere:

  1. una struttura pubblica o privata accreditata, oppure
  2. una delle Cooperative costituite dai medici di famiglia, a cui hanno aderito meno della metà dei medici di Medicina Generale o MMG lombardi (2292 Gestori e 281 Co-gestori su un totale di circa 6300 MMG in servizio, al 30 settembre 2017, di cui 301 + 26 su 736 nell’ATS di Brescia https://tinyurl.com/y7x9ammy):

https://i0.wp.com/www.regioni.it/cms/file/Image/dalleRegioni/2-Regioni/LOMBARDIA/Scheda_MMG.JPG

  • Il Gestore deve compilare il PAI (Piano Assistenziale Individuale) e il paziente firmare un “patto di cura vincolante per un anno, un vero e proprio contratto in cui si impegna a rispettare le prescrizioni contenute nel PAI
  • se il paziente sceglie come Gestore una struttura sanitaria, pubblica o privata, verrà affidato d’ “ufficio” ad un Clinical Manager, a lui sconosciuto, vale a dire il medico dipendente che sostituirà il proprio MMG nell’assistenza sanitaria
  • Esami, visite e soprattutto farmaci per la cura della malattia cronica, compresi nel PAI, verranno erogati dal Gestore, ovvero dal Clinical Manager da lui individuato, e non più dal MMG;
  • il paziente si dovrà quindi rivolgere al Gestore, per le prescrizioni di farmaci, esami, controlli periodici, modifiche terapeutiche etc.. e non al proprio MMG, con conseguenti disagi per spostamenti, comunicazioni etc..;
  • Il Clinical Manager del Gestore si occuperà solo delle prescrizioni per le patologie croniche; per tutte le altre malattie – ad es. influenza – si continuerà a far riferimento al proprio medico curante
  • Queste caratteristiche potrebbe generare confusione e contrasti, mettendo a rischio la relazione con il medico curante e soprattutto la continuità delle cure e dell’assistenza, in quanto l’assistito verrà seguito “a mezzo servizio” dal proprio MMG 

QUALI CONSEGUENZE PRATICHE?

  • Gli assistiti che non scelgono un Gestore continueranno ad essere seguiti come sempre dal proprio Medico di famiglia per tutte le loro patologie
  • Chi invece sceglie un Gestore diverso dal MMG, ad esempio un Ospedale pubblico o una clinica privata, dovrà rivolgersi al Clinical Manager delegato dalla struttura alla prescrizione di farmaci, esami, controlli etc. e non più al proprio medico
  • Il cittadino non è obbligato a scegliere un Gestore, se non lo desidera, e la mancata accettazione della Presa in Carico non comporta alcun problema o penalizzazione
  • Se la riforma dovesse essere migliorata si potrà comunque aderire in seguito negli anni successivi

Gli assistiti, nello spirito della libertà di scelta, hanno tre possibili opzioni:

  1.  accettare la proposta di Presa in Carico e scegliere come Gestore o Co-gestore il proprio MMG, se lo stesso è inserito in una Cooperativa
  2. accettare la Presa in Carico e scegliere come Gestore una struttura sanitaria (Ospedale pubblico o no-profit, Clinica privata for profit, RSA etc.. ) nel caso in cui il proprio medico non aderisca ad una Cooperativa
  3. declinare la proposta di Presa in Carico e continuare con l’attuale modalità di cura, sia che il proprio medico operi in una Cooperativa sia che non aderisca alla Presa in Carico; peraltro la gran maggioranza dei MMG dell’ATS di Brescia garantisce da oltre 10 anni, con il progetto di Governo Clinico delle patologie croniche, l’efficace e capillare presa in carico dell’80% degli assistiti affetti da una o più patologie croniche, come attestano i report dell’ATS: https://goo.gl/PZ6zCs

CONCLUSIONE. Si sconsiglia di aderire alla Presa in Carico per il rischio di mettere in crisi la continuità delle cure per le patologie croniche e la relazione con il medico curante. L’adesione alla proposta di Presa in Carico non è obbligatoria ma libera e facoltativa, come l’eventuale scelta del Gestore; la mancata scelta del Gestore non comporta alcun problema o penalizzazione; se la riforma verrà modificata si potrà comunque aderire in seguito, negli anni successivi. Prima di decidere è bene consultare il proprio medico di Medicina Generale.

Attenzione alle aspettative non realistiche

Le aspettative, le attese, i desideri della gente riguardo alle scoperte scientifiche, alle terapie mediche e in generale alle novità in campo sanitario sono formidabili. Cosi’ forti da provocare talvolta spiacevoli qui pro quo e fraintendimenti riguardo al significato pratico delle nuove ricerche biomediche, così come sono presentate dalla stampa e dalla TV.  Tra l’annuncio di nuove scoperte nella ricerca di base, ad esempio di una proteina o un enzima implicato nello sviluppo di una patologia, e le applicazioni pratiche delle nuove conoscenze, ad esempio la messa a punto di nuovi farmaci, passano anni ed anni e non sempre le promesse vengono mantenute.

Probabilmente la prospettiva dello scienziato impegnato nei settori più avanzati della ricerca giustifica un pizzico di quell’entusiasmo che pochi medici pratici riescono a comunicare, soprattutto quando si fanno i conti quotidianamente con malattie croniche, situazioni complesse senza apparente vie d’uscita, problemi intricati. Se un medico può accogliere con una certa dose di disincanto le avvenieristiche prospettive evocate dalle notizie di stampa non si può dire altrettanto dei malati e dei loro parenti.

Non tutte le forme di comunicazione, tuttavia, sono gravate dal rischio di qui pro quo. Ad esempio nel dialogo a tu per tu, durante una consultazione medica ambulatoriale, è sempre possibile correggere in tempo reale la discrepanza di significati tra chi emette il massaggio e il ricevente. Se invece la notizia viene diffusa “a pioggia” dai giornali e TV le reazioni dei lettori-spettatori possono essere tanto diversificate quanto sorprendenti, rispetto alla notizia in se. Può capitare che malati o loro parenti interpretino la notizia della nuova scoperta, ad esempio in campo genetico, come se equivalesse alla disponibilità immediata di una nuova cura per i loro problemi di salute.

Simili equivoci confermano il rischio di dolorosi fraintendimenti per un eccesso di aspettative da parte del lettore, a cui raramente sfugge l’informazione sanitaria: come ha osservato l’economista sanitario svizzero Gianfranco Domenighetti ogni nuova scoperta in campo biomedico viene presentata dai Media e\o letta dalla gente come un evento risolutivo che sarà immediatamente ed invariabilmente applicato ai casi concreti, con grandi vantaggi per i malati. Così l’aspettativa filtra e da un certo significato al messaggio che magari è lontano dalle intenzioni di chi l’aveva “lanciato”.

Per concludere ecco in proposito l’opinione contro corrente di Richard Smith, ex direttore del British Medical Journal una delle più prestigiose e diffuse riviste mediche mondiali: Le attese della popolazione possono crescere più rapidamente della capacità del Servizio sanitario nazionale di rispondervi, specialmente se le attese sono incrementate non solo dai madia e dall’accesso a internet, ma anche dai politici stessi (….) Uno squilibrio tra le attese e l’erogazione può essere affrontato in due modi. E’ chiaro che bisogna aumentare l’erogazione, e i politici promettono sempre tali miglioramenti. Ma tutti – politici, ricercatori, clinici – dovrebbero avvertire anche la necessita’ di lavorare sul versante delle attese:

  • la morte è inevitabile;
  • la maggior parte delle malattie più gravi non possono ancora essere curate;
  • gli antibiotici sono inutili per l’influenza;
  • le protesi d’anca artificiali si consumano;
  • gli ospedali sono luoghi pericoloso;
  • tutti i farmaci hanno effetti collaterali;
  • la maggior parte dei trattamenti medici ottengono solo benefici marginali e molti di loro non funzionano affatto;
  • i test di screening producono risultati falsi negativi;
  • e ci sono modi migliori di spendere il denaro che per sempre maggiore tecnologia sanitaria”.